[cpa-news] Tre giorni di musica popolare

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Gio 17 Apr 2008 11:29:16 CEST



22 - 23 - 24 Maggio 2008
3 GIORNI DI MUSICA POPOLARE
CPA FIRENZE SUD
VIA VILLAMAGNA 27A - FIRENZE

Si odea ancor i' racconto di quei moti
davanti ai tavoli e ai gottin di rosso vino
Si dicea delle paur dei nobili e fattori,
delle insonni notti che gli facean passare
Raccontan che sonaan le corte e le scoppiette
in direzion di chi volea fermar la rabbia dei ribelli
Ma ancor di più scordar un potean qui' giorno,
schiocchi di frusta  ed il serrar la gogna.
Un furon le bestie che bastonaron tanto,
un furon le toghe a seminar il pianto
tra chi vedea i suoi verdi anni
sparir la dietro le condanne
“Un resteranno li pe' molto” dicean a Gavinana.
Fecer la festa senza far capir i' perchè.
Pazzi dicean i signori guardando tanta boria.
Ma si racconta ancor lo stupimento
di chi un vedea le ronde alla Murate. nell'oder il frastuono
di qui' crollar di mura quella notte .......
( Capitolo XII - “I Moti di Firenze Sud” - Briganti e Banditi a Gavinana)

Esiste una storia vera estranea agli interessi dei potenti, padroni e lacchè: è quella che si è tramandata di bocca in bocca, attraverso coraggiosi menestrelli e cantori, teatranti e musicanti ben lontana da quelle che nelle aule dei tribunali, nelle prigioni e nelle segrete avrebbero voluto che facessimo nostra.
Esiste una storia che racconta di giudici impanzati, signori e madame ben agghindate,  pronte ad alzare il dito contro quella marmaglia che tanti pensier e paur da sempre lor scatena, a invocar per loro carcere e gogna, frusta e sofferenza.
Una storia cantato dal popolo, quello vero che soffre, lavora e lotta, sulle gesta di chi, brigante e malfattor per lor signori, è difensore e ribelle per chi delle proprie mani e della propria fatica, a suo malgrado, ha dovuto farne merce.
Esiste una storia di gente comune, teste alte, pugni chiusi, non privi di paur ma fieri, che si son fatti della lotta contro l'oppressione e l'ingiustizia una ragion di vita . Non per soldi, non per gloria o pe' interesse, ma per necessità, perchè troppo sarebbe stato star li a guardare, deviar la via per non rischiar per se e per i suoi cari. Un si fermaron davanti alle cariche di trombe, alle salve e ai bastoni di chi dei tranquilli sonni dei signor si fa garante, a chi del ruolo di giustiziere divino, con codice e toga, ragion di vita si diede.
E' questa storia che vogliamo continuare a raccontare. Vogliamo continuare a raccontarla senza paura e timore, senza riverenze o necessità di evento, senza indietreggiare di un passo. Vogliamo continuare a farlo per tutti coloro che hanno sempre combattuto contro le ingiustizie, nelle fabbriche come nelle prigioni. Vogliamo farlo per chi ha lasciato i suoi sogni in un cantiere, in una piazza mentre urlava la sua rabbia, in una fabbrica assassina. Vogliamo farlo per far uscire un vento di libertà da quelle prigioni dentro cui hanno tentato di rinchiudere la nostra storia, per chi non si impaurito davanti alle divise e ai manganelli. Per chi ha continuato ad urlare la propria rabbia davanti ad un giudice, senza timore, con dignità e senza rinnegar di un passo la sua storia e di tutti coloro che insieme a lui ieri, oggi e domani hanno marciato e marceranno verso la libertà.
Vogliamo farlo a nostro modo, come ogni giorno, e vogliamo farlo anche attraverso le musiche e i canti che raccontano il presente e il passato della nostra storia,  per ritrovare la nostra strada troppe volte persa nel buio apparente del futuro e prima ancora nell'oblio in cui vorrebbero relegare il nostro passato.
La nostra Tre Giorni è questo. E' questo che ci ha sempre animato nella sua costruzione. E' questo spirito che ci ha portato a condividerla con altri, e anno per anno ci ha meravigliato come questo sia ben radicato in tanti e tante che vi hanno partecipato e aiutato nella sua realizzazione.
Ed è il sentirsi accanto a chi in questi mesi ha subito le condanne per essersi opposto alla guerra, alle politiche dei potenti, a chi ancora nel fisico e nello spirito ne porta le ferite, che ancor più ci spinge questa volta.
Non un evento per arricchir qualcuno, ma per portare il nostro sostegno a chi deve ancora affrontare la vendetta di chi mai ti perdonerà per averlo combattuto. E questo perdono non lo chiediamo e non lo vogliamo: non è quello divino o dello stato il giudizio che temiamo.
E allora che le note echeggino nelle orecchie dei potenti, che le voci e i cori rimbombino nelle loro menti, che quel che per noi sarà felicità e gioia sia per loro la prima paura.
Che la Tre Giorni abbia inizio!!!


..... ARRIVARON DA OGNI LUOGO CANTORI E MENESTRELLI. USCIRON DA TAVERNE ED OSTERIE, DAGLI USCI DELLE CASE. SENTIVAN PARLA' CORSO, CALABRO E SICULO, VEDEAN DANZE PROPRIE E D'ALTRE GENTI .... E STETTERO A SENTIR RACCONTI DELL'OGGI E DEL PASSATO DI CHI " DI DI' LA SUA UN SE' MAI STANCATO"!

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