[cpa-news] MANIFESTAZIONE SABATO 26 GENNAIO - Guerre e tribunali non fermeranno le nostre lotte

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Mer 23 Gen 2008 14:21:03 CET


    Sabato 26 gennaio ore 21.00 cena sociale, ore 23.00 concerto dei
    Malasuerte al CPAFiSud di Firenze sud
    *
    Guerre e tribunali non fermeranno le nostre lotte
    *
    Il 28 gennaio ci saranno le sentenze per i 14 imputati al processo
    per gli incidenti sotto il Consolato Usa a Firenze il 13 maggio ’99,
    in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base contro
    la guerra della Nato e del governo D’Alema in Jugoslavia.
    Il corteo fu caricato sotto il consolato e seguì una giornata di
    mobilitazione con l’occupazione della sede DS, partito di governo.
    Fecero seguito una campagna di criminalizzazione ed attacco alla
    manifestazione, che si ritrova anche nella requisitoria del pm, con
    l’intento di colpire chi osasse contrapporsi. Per 13 denunciati la
    pesante richiesta di condanna va dai 4 ai 5 anni.
    Sabato 26 gennaio saremo in piazza a Firenze per manifestare contro
    la guerra, la repressione ed in solidarietà agli imputati, in
    occasione della giornata di mobilitazione mondiale del movimento
    contro la guerra con iniziative in Italia nelle piazze e davanti ai
    siti militari, per il ritiro delle truppe italiane da tutti i fronti
    di guerra, la chiusura delle basi militari e l'opposizione a che se
    ne costruiscano di nuove (a partire da Vicenza con il Dal Molin), la
    drastica riduzione delle spese di guerra e l’aumento delle spese
    sociali.
    Guerra, repressione e controllo sociale sono del resto medesimi
    aspetti della militarizzazione della società necessaria ad
    alimentare l’economia occidentale e l’industria bellica, a
    controllare risorse e forza lavoro e ad imporre le regole della
    “democrazia”.
    *Dal ’99 in poi con la presa d’atto che la guerra permanente era
    iniziata e che uno stato in guerra non può tollerare la crescita di
    un’opposizione sociale e politica,* sono infatti decine le
    inchieste, gli arresti, le condanne per reati che vanno
    dall’associazione sovversiva alla resistenza e numerosi sono i
    provvedimenti legislativi (dalle leggi contro il terrorismo ai
    numerosi pacchetti sicurezza) che caratterizzano questo come momento
    emergenziale e costituente, insieme alla guerra, di un nuovo ordine.
    La guerra è infatti proseguita, si è rivolta verso il Medio Oriente,
    l’Afghanistan, la Palestina, il Libano e domani l’Iran o il Darfur,
    mentre la questione del Kosovo, diventa nuovamente un elemento
    centrale delle politiche di colonizzazione con l’intenzione di
    inviare nuove forze di polizia a supportarne l’indipendenza. E
    l’attuale governo ha sostenuto completamente la classe dirigente
    italiana che, in linea con quella europea e nordamericana, è
    coinvolta nell’espansione militare dell’economia occidentale ed
    impegnata nel consolidamento delle strutture militari e repressive
    in chiave continentale (Eurofor, Eurogendfor, esercito Europeo….).
    Vanno del resto in questa direzione l’aumento in 2 anni del 24%
    delle spese militari e la serie di contratti milionari firmati da
    Finmeccanica ed Augusta per la fornitura di F35 ed elicotteri da
    guerra a paesi NATO.
    Le conseguenze di questa politica sulle condizioni di vita sono i
    tagli alla sanità, alla scuola, mentre la precarietà si afferma come
    condizione generale e contribuisce a creare insicurezza sociale. Le
    campagne sulla sicurezza pilotate diventano quindi facile valvola di
    sfogo con la quale giustificare la repressione verso gli immigrati e
    gli esclusi in genere ottenendo facile consenso, ed *imponendo un
    concetto di sicurezza basato su repressione e controllo, mentre per
    noi sicurezza significa una vita, una casa, un lavoro dignitosi per
    tutti.*
    In questo contesto i processi di Genova ed al Sud Ribelle sono
    momenti esemplari dell’attacco alle forme di resistenza, che in
    questi ultimi anni ha visto oltre 9000 compagni coinvolti in
    procedimenti penali ed inchieste che vanno dall’associazione
    sovversiva alla resistenza fino agli ultimi reati di devastazione e
    saccheggio.
    Ma bombe e tribunali non hanno fermato e non fermeranno la
    resistenza di coloro che in questi anni si sono opposte al sistema
    di dominio di stati occidentali e multinazionali: milioni di persone
    legate idealmente fra loro in tutto il mondo, dai protagonisti delle
    rivolte di Seattle a quelli di Cochabamba in Bolivia, dalla piazza
    di Genova alla resistenza nella selva colombiana. Questa è la storia
    e noi l’abbiamo scritta, non è certo nelle aule parlamentari o in
    quelle giudiziarie che cerchiamo giustizia.

    Solidarietà agli imputati di Genova, Cosenza e Firenze
    Solidarietà a tutti i compagni nelle carceri, sotto inchiesta e
    denunciati

    SABATO 26 GENNAIO ORE 9.30 FIRENZE PIAZZA SAN MARCO - MANIFESTAZIONE

    /Cpa Firenze Sud, Cantiere sociale K100fuegos, Voci dalla macchia,
    Rete Studenti medi fiorentini, Collettivo politico di Scienze
    Politiche, Collettivo FuoriLOGO di Economia, Comitato
    smantellamento/riconversione base USA di Camp Darby, Slai Cobas,
    PCL, Sinistra Critica Firenze, Rete dei Comunisti, realtà ed
    individualità anarchiche fiorentine.
    /




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