[cpa-news] SOLIDARIETA' ALLA COMUNITA' KURDA
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Sab 6 Mar 2010 11:37:52 CET
*SOLIDARIETA' ALLA COMUNITA' KURDA *
Esprimiamo la nostra totale solidarietà alla Comunità Kurda e agli
arrestati lo scorso 26 febbraio all'interno di una operazione che ha
coinvolto le polizie di alcuni paesi europei, a loro come a tutto il
loro popolo che è costretto a vivere in esilio a causa di una guerra
scatenata dalla Turchia, con la scusa della lotta al terrorismo, contro
la popolazione kurda, che ha portato sino ad oggi alla distruzione di
oltre 4500 villaggi ed all'esodo di circa 5 milioni di profughi.
All'alba di venerdì 26 febbraio con un blitz dei nuclei antiterrorismo
denominato operazione «Dogum» (matrimonio) guidata dalla digos di
Venezia, in molte città italiane ed europee sono state arrestate sei
persone di cui due estradate in Francia, sono stati fermati e
interrogati altri settanta militanti kurdi ed eseguita la notifica di
espulsione per altre venti, il che si traduce nel trasferimento prima
nei Cie e poi nelle mani degli aguzzini turchi. L'accusa è quella di
aver organizzato campi di addestramento per futuri guerriglieri
inquadrati nel PKK. E' superfluo dire che ne' armi ne' altro materiale
simile è stato recuperato.
Le modalità dell'operazione ricordano da vicino quella contro il DHKP-C
le cui conseguenze nel nostro paese, ad oggi, sono rappresentate dal
rischio di estradizione in Turchia del militante Avni Er detenuto nel
CIE di Bari dopo anni di carcere Italia. Carcere e Cie due facce della
stessa medaglia!
Un'operazione che trova la sua origine nella piena complicità dei
governi europei con il regime fascista turco, prima con l'arresto di
“Apo” Ocalan, poi con l'inserimento del PKK nella famosa “lista nera”
delle organizzazioni ritenute “terroriste”. Una decisione sconfessata
dallo stesso tribunale della giustizia europeo che nell'aprile del 2008
aveva affermato che il PKK non può essere considerato “terrorista”, in
quanto espressione del Popolo Kurdo a cui è negata qualsiasi possibilità
di affermarsi come tale, in un paese, come la Turchia, dove parlare la
lingua Kurda vuol dire essere imprigionato.
A fianco delle Comunità Kurde che sono scese in piazza sabato 27
Febbraio a Pisa chiediamo la libertà per gli arrestati e il blocco delle
espulsioni, rivendicando il pieno diritto alla Resistenza dei Popoli
oppressi che lottano per una loro effettiva liberazione sociale e nazionale.
Per l'autodeterminazione dei popoli in lotta, rilanciamo la solidarietà
perchè non sia questa il prossimo obiettivo.
AZADIYA
Centro Popolare Autogestito FI - SUD
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