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Mer 31 Mar 2010 23:28:19 CEST
*IL MILITANTE INDIPENDENTISTA BASCO JON ANZA E' STATO SEQUESTRATO,
TORTURATO E UCCISO DALLA GUERRA SPORCA*
Il 18 aprile dell'anno scorso il militante basco Jon Anza scompare. A
dare l'annuncio sono i familiari e in particolare la compagna che tre
giorni prima lo aveva accompagnato alla stazione e lo aveva visto per
l'ultima volta mentre saliva sul treno. Pochi giorni dopo
l'organizzazione ETA esce con un comunicato dicendo che Jon si sarebbe
dovuto presentare ad un appuntamento con l'organizzazione, di cui faceva
parte e a cui avrebbe dovuto dare dei soldi.
Il ministero dell'Interno spagnolo, chiamato in causa, dichiara
immediatamente che per quanto riguarda Madrid si tratta di una questione
interna all'organizzazione stessa e avanza l'ipotesi inverosimile e vale
a dire che Jon sia fuggito con il denaro.
Nel frattempo in Euskal Herria si moltiplicano le iniziative sotto lo
slogan "Non da Jon?" che in euskera significa "Dov'è Jon?".
Una domanda quasi retorica. La Sinistra Indipendentista, nella sua
storia, ha già conosciuto la sofferenza e la violenza della guerra
sporca portata avanti da gruppi paramilitari organizzati e finanziati
dallo stato spagnolo e, giorno dopo giorno, viste anche le numerose
denunce di sequestri avvenute ai danni di altri militanti baschi, si fa
sempre più chiara l'ipotesi che anche Jon sia stato sequestrato e
successivamente ucciso dagli apparati repressivi spagnoli.
Su Gara, quotidiano basco vicino alla Sinistra Indipendentista, infatti
uscì un articolo che, basandosi su fonti confidenziali, dichiarava che
Jon era stato sequestrato durante il viaggio in treno, interrogato,
torturato e successivamente sepolto in territorio francese da agenti
spagnoli.
Il corpo di Jon è stato rinvenuto 11 mesi e 11 giorni dopo la sua
scomparsa nell'obitorio dell'ospedale di Tolosa. Secondo fonti mediche
Jon sarebbe stato trovato quel 18 aprile in stato confusionale nel parco
di Tolosa senza documenti e sarebbe poi morto in ospedale. I medici si
erano poi "dimenticati" di muoversi per accertare la sua identità.
I media spagnoli con un tempismo sospetto hanno divulgato subito la
notizia e la versione del governo spagnolo e delle autorità francesi.
In Euskal Herria la risposta è stata immediata con diverse iniziative
che hanno denunciato l'assassinio di Jon Anza e un grande corteo che ha
attraversato le vie di Donostia.
Alla fine della manifestazione, dopo aver dato un forte abbraccio ai
familiari, è stato letto un comunicato nel quale si smentisce "la
versione ufficiale della polizia e dello stato francese" e in cui si
dice "che la polizia spagnola ha sequestrato e assassinato Jon", mentre
"gli apparati repressivi francesi hanno deciso di tenere il corpo
nascosto per quasi un anno" ed è stato lanciato l'appuntamento a Tolosa
davanti all'ospedale in modo da impedire che avvenga l'autopsia sul
corpo di Jon Anza senza la presenza di un medico di fiducia della famiglia.
Sono state denunciate "le torture, le illegalizzazioni, le carceri di
sterminio, la brutalità poliziesca, i sequestri, gli omicidi e la
repressione contro il movimento indipendentista", che anche in questo
caso non si è fatta attendere.
Infatti a distanza di due giorni dal corteo, il Ministro degli Interni
del "governo autonomo basco" Rodolfo Ares ha denunciato alla Audiencia
Nacional (Tribunale speciale "antiterrorismo" con sede unica a Madrid)
le persone che durante la manifestazione hanno gridato frasi a suo dire
"offensive ed ingiuriose nei confronti di alte cariche dello stato e per
avere reso
omaggio all'organizzazione armata e ad un suo componente" ed ha vietato
tutte le altre iniziative riguardanti l'omicidio di Jon.
In diverse città e in diversi paesi la polizia basca ha strappato i
manifesti con la foto di Jon che chiamavano all'ennesima mobilitazione
per il 18 marzo e ha sequestrato alcune bandiere basche listate a lutto.
Nonostante la repressione, la Sinistra Indipendentista è ancora in grado
di mobilitare migliaia di militanti su temi culturali, sociali e
politici e elaborare proposte concrete per la creazione di un scenario
democratico nel quale il popolo basco possa decidere del proprio futuro.
Ancora una volta lo stato spagnolo risponde con la repressione alle
richieste di smilitarizzazione del territorio, di ritorno a casa dei più
di 700 prigionieri politici dispersi nelle carceri spagnole e francesi e
di ritorno alla legalità delle organizzazioni della Sinistra
Indipendentista:
ancora una volta Madrid crea i presupposti perché la proposta di uscita
dal conflitto e la sua risoluzione politica fallisca.
Noi sappiamo da che parte stare...Euskal Herria non cammina da sola!
Euskal Herriaren Lagunak - Firenze
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