From cpa-news a hackbloc.net Tue May 4 12:01:39 2010 From: cpa-news a hackbloc.net (newsletter del cpa fi-sud) Date: Tue, 04 May 2010 12:01:39 +0200 Subject: [cpa-news] =?iso-8859-1?q?Presidio_in_solidariet=E0_con_il_popolo?= =?iso-8859-1?q?_basco?= Message-ID: <4BDFF083.1000602@autistici.org> *PER JON ANZA* *A FIANCO DEL POPOLO BASCO* Sabato 8 maggio saremo in presidio sotto il consolato spagnolo per esprimere la nostra solidarietà al popolo basco. In questo semestre la Spagna si è insediata alla presidenza di turno dell'Unione Europea e si è autodichiarata come un esempio da seguire in materia di politica sociale e economica. Per quanto ci riguarda però ciò in cui veramente la Spagna vuole rappresentare un esempio per tutti gli stati europei sono le politiche repressive: ne sono una prova le pratiche quotidiane di detenzione, isolamento e tortura inflitte ai danni di miglia di militanti della sinistra indipendentista basca. Durante gli ultimi anni i governi spagnoli, dal PP di Aznar al PSOE di Zapatero, hanno illegalizzato i partiti della sinistra indipendentista e le organizzazioni giovanili, hanno censurato l'informazione chiudendo radio e giornali, impedito con la forza manifestazioni di piazza, attaccato con ogni mezzo la lingua, la cultura e le tradizioni basche. Proprio durante il governo di Zapatero il numero dei prigionieri politici baschi è tornato a livelli che solo il franchismo era stato in grado di raggiungere, allontanandoli dalla propria terra con la politica della dispersione, umiliandone i familiari e cercando addirittura di privarli della possibilità di mostrare le foto dei propri cari, pena il reato di "apologia di terrorismo". Come se ciò non bastasse sono riprese le azioni di guerra sporca: il caso Jon Anza è il più grave e emblematico. Il 18 aprile dell'anno scorso il militante basco Jon Anza scompare. A dare l'annuncio sono i familiari e in particolare la compagna che tre giorni prima lo aveva accompagnato alla stazione e lo aveva visto per l'ultima volta mentre saliva sul treno. Pochi giorni dopo l'organizzazione ETA esce con un comunicato dicendo che Jon si sarebbe dovuto presentare ad un appuntamento con l'organizzazione, di cui faceva parte e a cui avrebbe dovuto dare dei soldi. Il ministero dell'Interno spagnolo, chiamato in causa, dichiara immediatamente che per quanto riguarda Madrid si tratta di una questione interna all'organizzazione stessa e avanza l'ipotesi che Jon sia fuggito con il denaro. Nel frattempo in Euskal Herria si moltiplicano le iniziative sotto lo slogan "Non da Jon?" che in euskera significa "Dov'è Jon?". Una domanda quasi retorica. La sinistra indipendentista, nella sua storia, ha già conosciuto la sofferenza e la violenza della guerra sporca portata avanti da gruppi paramilitari finanziati dallo stato spagnolo e, giorno dopo giorno, viste anche le numerose denuncie di sequestri avvenute ai danni di altri militanti baschi, si fa sempre più chiara l'ipotesi che anche Jon sia stato sequestrato e successivamente ucciso dagli apparati repressivi spagnoli. Su Gara, quotidiano basco vicino alla sinistra indipendentista, infatti uscì un articolo che, basandosi su fonti confidenziali, dichiarava che Jon era stato sequestrato durante il viaggio in treno, interrogato, torturato e successivamente sepolto in territorio francese da agenti spagnoli. Il corpo di Jon è stato rinvenuto 11 mesi e 11 giorni dopo la sua scomparsa nell'obitorio dell'ospedale di Tolosa. Secondo fonti mediche Jon sarebbe stato trovato il 29 aprile in un parco di Tolosa senza documenti, gravemente ferito e con i sintomi di un infarto. I medici si erano poi "dimenticati" di muoversi per accertare la sua identità. Cosa sia accaduto durante gli 11 giorni trascorsi da quando la sua compagna lo vide per l'ultima volta a quando fu ritrovato in quel parco di Tolosa mette i brividi al solo pensiero. Con questo presidio vogliamo dare il nostro contributo affinché venga rotto il silenzio sul caso di Jon e più in generale sulla determinazione di un popolo che continua a lottare per la propria indipendenza e per il socialismo. *Noi siamo con loro...Euskal Herria non cammina da sola!* *SABATO 8 MAGGIO ALLE 16.30* *PRESIDIO SOTTO IL CONSOLATO SPAGNOLO (via de Servi)* /Euskal Herriaren Lagunak Firenze/ From cpa-news a hackbloc.net Tue May 4 12:02:55 2010 From: cpa-news a hackbloc.net (newsletter del cpa fi-sud) Date: Tue, 04 May 2010 12:02:55 +0200 Subject: [cpa-news] =?iso-8859-1?q?Presidio_in_solidariet=E0_con_il_popolo?= =?iso-8859-1?q?_basco?= Message-ID: <4BDFF0CF.20905@autistici.org> *PER JON ANZA* *A FIANCO DEL POPOLO BASCO* Sabato 8 maggio saremo in presidio sotto il consolato spagnolo per esprimere la nostra solidarietà al popolo basco. In questo semestre la Spagna si è insediata alla presidenza di turno dell'Unione Europea e si è autodichiarata come un esempio da seguire in materia di politica sociale e economica. Per quanto ci riguarda però ciò in cui veramente la Spagna vuole rappresentare un esempio per tutti gli stati europei sono le politiche repressive: ne sono una prova le pratiche quotidiane di detenzione, isolamento e tortura inflitte ai danni di miglia di militanti della sinistra indipendentista basca. Durante gli ultimi anni i governi spagnoli, dal PP di Aznar al PSOE di Zapatero, hanno illegalizzato i partiti della sinistra indipendentista e le organizzazioni giovanili, hanno censurato l'informazione chiudendo radio e giornali, impedito con la forza manifestazioni di piazza, attaccato con ogni mezzo la lingua, la cultura e le tradizioni basche. Proprio durante il governo di Zapatero il numero dei prigionieri politici baschi è tornato a livelli che solo il franchismo era stato in grado di raggiungere, allontanandoli dalla propria terra con la politica della dispersione, umiliandone i familiari e cercando addirittura di privarli della possibilità di mostrare le foto dei propri cari, pena il reato di "apologia di terrorismo". Come se ciò non bastasse sono riprese le azioni di guerra sporca: il caso Jon Anza è il più grave e emblematico. Il 18 aprile dell'anno scorso il militante basco Jon Anza scompare. A dare l'annuncio sono i familiari e in particolare la compagna che tre giorni prima lo aveva accompagnato alla stazione e lo aveva visto per l'ultima volta mentre saliva sul treno. Pochi giorni dopo l'organizzazione ETA esce con un comunicato dicendo che Jon si sarebbe dovuto presentare ad un appuntamento con l'organizzazione, di cui faceva parte e a cui avrebbe dovuto dare dei soldi. Il ministero dell'Interno spagnolo, chiamato in causa, dichiara immediatamente che per quanto riguarda Madrid si tratta di una questione interna all'organizzazione stessa e avanza l'ipotesi che Jon sia fuggito con il denaro. Nel frattempo in Euskal Herria si moltiplicano le iniziative sotto lo slogan "Non da Jon?" che in euskera significa "Dov'è Jon?". Una domanda quasi retorica. La sinistra indipendentista, nella sua storia, ha già conosciuto la sofferenza e la violenza della guerra sporca portata avanti da gruppi paramilitari finanziati dallo stato spagnolo e, giorno dopo giorno, viste anche le numerose denuncie di sequestri avvenute ai danni di altri militanti baschi, si fa sempre più chiara l'ipotesi che anche Jon sia stato sequestrato e successivamente ucciso dagli apparati repressivi spagnoli. Su Gara, quotidiano basco vicino alla sinistra indipendentista, infatti uscì un articolo che, basandosi su fonti confidenziali, dichiarava che Jon era stato sequestrato durante il viaggio in treno, interrogato, torturato e successivamente sepolto in territorio francese da agenti spagnoli. Il corpo di Jon è stato rinvenuto 11 mesi e 11 giorni dopo la sua scomparsa nell'obitorio dell'ospedale di Tolosa. Secondo fonti mediche Jon sarebbe stato trovato il 29 aprile in un parco di Tolosa senza documenti, gravemente ferito e con i sintomi di un infarto. I medici si erano poi "dimenticati" di muoversi per accertare la sua identità. Cosa sia accaduto durante gli 11 giorni trascorsi da quando la sua compagna lo vide per l'ultima volta a quando fu ritrovato in quel parco di Tolosa mette i brividi al solo pensiero. Con questo presidio vogliamo dare il nostro contributo affinché venga rotto il silenzio sul caso di Jon e più in generale sulla determinazione di un popolo che continua a lottare per la propria indipendenza e per il socialismo. *Noi siamo con loro...Euskal Herria non cammina da sola!* *SABATO 8 MAGGIO ALLE 16.30* *PRESIDIO SOTTO IL CONSOLATO SPAGNOLO (via de Servi)* /Euskal Herriaren Lagunak Firenze/ From cpa-news a hackbloc.net Fri May 14 11:07:58 2010 From: cpa-news a hackbloc.net (newsletter del cpa fi-sud) Date: Fri, 14 May 2010 11:07:58 +0200 Subject: [cpa-news] Sgrana & (Tra)balla 27-28-29 Maggio 2010 Message-ID: <4BED12EE.8050105@autistici.org> Sgrana & (Tra)balla 27-28-29 Maggio 2010 Centro Popolare Autogestito Firenze Sud Via Villamagna 27a - Firenze Bus 23-31-33 www.cpafisud.org Durante Sgrana & (Tra)balla banchetti informativi, libreria, giochi e molto altro. Sarà inoltre presente una delegazione di Corsica Libera Giovedi 27 Maggio 2010 Dalle ore 19.30 Se un vu ci conoscete assaggiate i caci, trincate i' vino, godete con le musiche così che poi capir potrete .... Musiche Tradizionali Bretoni Thomas Lothout e Edren Le Bastard sono un duo di musica tradizionale bretone che suonano gli strumenti ancestrali dei loro avi: la Cornamusa e la Bombarde. Thomas e Edren si sono conosiuti al Bagad di pommerit e hanno partecipato al campionato di Bagadou. Suonano insieme da più di tre anni e hanno preso parte a numerosi Sest Noz (concerti di musica tradizionale bretone). Dalle ore 20.30 Fuoco e fiamme di rabbia cocerebbero altro se non gli aromi, il cibo e il vino placar potessero l'amar d'oggi destino I Maggiaioli ?Canta? Maggio? è espressione di una tradizione popolare e soprattutto contadina che ha radici antichissime. Nonostante non si abbiano notizie certe sull?esistenza passata dei Maggiaioli, già nel periodo medievale si ritrovano canti inneggianti all?avvento del mese di Maggio. E' comunque dalla fine dell?Ottocento che si hanno testimonianze, sia scritte che narrate di persona da vecchi Maggiaioli , della loro attività nel Mugello. Il gruppo partiva a piedi il trenta di Aprile cercando di raggiungere ogni piccolo casolare per cantare l?arrivo del Maggio, propiziatore di un buon raccolto, di amore e di pace. Così fraternizzavano con i componenti della famiglia, dedicandogli canti inneggianti ai temi del Maggio e non era raro che sull?aia si improvvisasse una vera e propria festa. Scaramuzzini La formazione degli scaramuzzini nasce a Firenze dall?incontro di musicisti, come molto spesso accade, di diversa estrazione musicale. Un progetto nato davvero intorno ad un tavolo ben apparecchiato, un vero viaggio attraverso la tradizione ed un mondo talmente antico da risultare nuovo, un vero viaggio attraverso la tradizione ed un mondo talmente antico da risultare nuovo. La tradizione celtica, quella mediterranea, quella mitteleuropea Ne è uscito un progetto piuttosto interessante con cui sempre ci fa piacere misurarci? e con il quale sempre ci fa piacere scendere in Piazza! Venerdi 28 Maggio 2010 Dalle ore 19.30 E un v'era bastato ieri, vu siete vorsuti tornare e allora vino, spelluzzichi e du balli pe' tutti "Kan Ha Diskan" dalla Bretagna Gwenaëlle Le Breton e Lenaïg Prigent sono due giovani cantanti di kan ha diskan,canto da ballare tradizionale à danser bretone.Il loro repertorio privilegia i balli del centro della Bretagna: plin, fisel, gavotte... Dalle ore 20.30 Giran e rigiran come in un danzar perpetuo paste e carni sulle braci e i fuochi ardenti per cibar le membra e rallegar palati Radici Calabre Il Gruppo "Radici Calabre" nasce ad Ottobre 2007 all'interno del campus universitario dell'Università della Calabria (CS). Le ?Radici calabre? sono una realtà in continua espansione che vive di tradizioni e passione, animati dalla ricerca di un? identità culturale che permetta loro di riappropriarsi di un passato, per troppo tempo, seppellito dalla moda del momento. La valorizzazione e il recupero delle peculiarità della Calabria d?altri tempi sono i punti cardine per interpretare i propositi del gruppo per il futuro. Vat 99 Il gruppo nasce all'Aquila nel 2009 dall'esigenza comune di portare gioia e positività attraverso il potente mezzo comunicativo quale la musica. La sommatoria, quindi, di tutte le esperienze vissute "sul campo" individualmente, messe a diposizione di questa formazione ibrida. Chi li ha sentiti sa di cosa si sta parlando. Un incontro che profuma di amicizia più che di rapporti tra musicisti dà vita ai progetti più caledoscopici: dal sociale alle feste di piazza, dal teatro alla cantina di turno etc. Sabato 29 Maggio 2010 Dalle ore 18.00 "Donne a Perdere" Dopo l' esordio narrativo, con Massimo Carlotto (Perdas de Fogu), il gruppo di scrittura collettiva MAMA SABOT presenta il libro "Donne a perdere" Dalle ore 19.30 Assaggiate quei cibi e vin robusti che dalle terre calabre loschi figuri, ma di cuor grande, portan per voi le lor vivande Rataplam La parola ?RATAPLAM? è un termine dialettale che indica ?un?insieme di oggetti messi alla rinfusa abbandonati in qualche angolo dimenticato?; ed è proprio questo lo stimolo che ha composto il gruppo, riportare alla luce musiche e canti dimenticati restituendoli alla memoria.Un gruppo che ripropone attraverso una lettura personale e cercando di rispettarne i caratteri e le sonorità, le Musiche e i Canti del ricco patrimonio tradizionale bergamasco e lombardo. Dalle ore 20.30 Che si alzino al ciel forchettoni e mestoli, risuonin gli urli che dalle griglie vengono e dalle cucin i lor cenci scaglino L'Arcusgi U gruppu l'ARCUSGI hE? natu in 1984 vicinu A? Bastia da qualch'amichi passionati di cantu. Avemu sceltu u nome "arcusgi" in memoria A? l'arme ch'avianu i suldati di Pasquale Paoli per difende a Nazione Corsa. Da poi A? so creazione, l'ARCUSGI militteghja per difende a lingua e a cultura corsa ma dinO? i diritti di tutti i populi chI?lottanu per a so emancipazione.L'ARCUSGI si definisce da per ellu cume un gruppu politico-culturale. Parechji cantatore e musicanti so stati A? fianc'A? l'ARCUSGI, certi qualchi mesi, d'altri piu assai tempu. Kalamu Nascono nel 2005, quando un gruppo di giovani calabresi sperimenta un percorso musicale che vede la loro terra d?origine protagonista in un?evoluzione di suoni contaminati dal mondo che la circonda. Parte il progetto che riprende brani della tradizione popolare meridionale rielaborati con l?uso di sempre nuovi generi musicali e brani composti interamente da loro utilizzando la musicalità dei loro dialetti con testi che affrontano tematiche sociali, politiche, culturali della loro terra e del resto del mondo, attraverso occhi di giovani che non smettono di sperare in un futuro migliore. --------------------------------------------------------------------- Non saremo certo noi a far mancar sosprese, non saran viandanti a rinununciar al racconto e al canto, ma mai dimenticar che tutto serve a pagare il conto per chi della lotta non si sente stanco